Perché Bondi non si dimette
Il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, nel suo intervento alla Camera relativo al crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei, ha detto: "'Se avessi responsabilità per ciò che è accaduto sarebbe giusto chiedere le mie dimissioni, anzi le avrei date io. Se invece facciamo prevalere serietà, obiettività e misura, allora sarebbe giusto riconoscere che i problemi di Pompei come le situazioni in cui versa il patrimonio artistico si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito a risolverli definitivamente". Leggi Pompei città aperta - Leggi la Preghiera di Camillo Langone - Leggi Gli ultimi giorni di Pompei tra degrado e manipolazione

Il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, nel suo intervento alla Camera relativo al crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei, ha detto: "'Se avessi responsabilità per ciò che è accaduto sarebbe giusto chiedere le mie dimissioni, anzi le avrei date io. Se invece facciamo prevalere serietà, obiettività e misura, allora sarebbe giusto riconoscere che i problemi di Pompei come le situazioni in cui versa il patrimonio artistico si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito a risolverli definitivamente e a impostare una strategia efficace".
Poi Bondi ha detto: "E' comodo addossare responsabiltà a me o al governo per i pochi investimenti. Dobbiamo avere tutti il senso della misura ed evitare strumentalizzazioni di carattere politico. Chiedere le mie dimissioni non sarebbe politicamente e moralmente giusto, non lo merito, sarebbe un segno di incattivimento della lotta politica in Italia. Se devo esplodere come una mina, come dice d'Urso, non è problema che riguarda il patrimonio".
Secondo il ministro, dai primi accertamenti il crollo sarebbe dovuto alla pressione delle murature perimetrali a ridosso della costruzione, imbevuto dalle piogge di questi giorni. Bondi ha poi ribadito che "non si possono escludere altri crolli".